Vivo franando, costruisco incessante

"i grandi amori si annunciano in un modo preciso. Appena la vedi dici: chi è questa stronza?" (Ennio Flaiano)

CHI SONO

Utente: blualessandro
Nome: Alessandro
Una voce fra mille, un sordo fra sordi, un cieco fra ciechi, un uomo fra uomini, una bestia fra bestie.
Dolore e gioia, bellezza e mediocrità, grandezza e miseria.
Vivo franando, costruisco incessante.

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domenica, 01 novembre 2009

Alda Merini è volata via.



Ciao Alda. Grazie.

postato da: blualessandro alle ore 19:29 | link | commenti
categorie: questo sento io, onore alla memoria
lunedì, 26 ottobre 2009

Detesto la banalità.



È grave?

postato da: blualessandro alle ore 16:32 | link | commenti (3)
categorie: questo sono io
domenica, 25 ottobre 2009

Voglia di urlare



Mi ritrovo ad essere lo stesso Alessandro di sempre.

Pensavo d'aver fatto passi importanti in avanti e invece mi ritrovo, se possibile, più indietro e più stanco.

Oggi non mi sopporto e credo che la sensazione durerà per un bel po'...

postato da: blualessandro alle ore 10:57 | link | commenti (2)
categorie: incasinato, questo sento io
domenica, 04 ottobre 2009

Oscar Wilde





Ho dei gusti molto semplici. Mi piace il meglio di tutto.

postato da: blualessandro alle ore 21:23 | link | commenti (2)
categorie: citazioni
venerdì, 18 settembre 2009

Afghanistan

Silenzio.

postato da: blualessandro alle ore 09:00 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 09 settembre 2009

Gibran

Bellezza è l'eternità che si contempla in uno specchio

e noi siamo l'eternità

e noi siamo lo specchio.

postato da: blualessandro alle ore 23:18 | link | commenti
categorie: citazioni
martedì, 01 settembre 2009

Einstein

"È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio."

postato da: blualessandro alle ore 10:48 | link | commenti (1)
categorie: citazioni
giovedì, 27 agosto 2009

Kurt Cobain

Un vero amico è uno che sa tutto di te e continua ad esserti amico.

postato da: blualessandro alle ore 00:12 | link | commenti (1)
categorie: citazioni
martedì, 18 agosto 2009

Chi non ha voglia di una buona birra?


mercoledì, 22 luglio 2009

Da leggere tutto d'un fiato

http://gioacchinogenchi.blogspot.com/2009/07/la-vittoria-di-via-damelio-e-lomerta.html

domenica, 19 luglio 2009

Silenzio.


sabato, 18 luglio 2009

le vere origini di Bondi


postato da: blualessandro alle ore 18:10 | link | commenti
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martedì, 23 giugno 2009

Erodoto, Storie, Libro 3, par. 80

Persino il migliore degli uomini, a vedersi garantito un simile potere, modificherebbe la sequenza dei suoi ragionamenti.

L'insolenza gli sarebbe instillata dai vantaggi della sua posizione… l'insolenza lo porterà a indulgere in molti atti di licenziosità, e l'invidia in molti altri ancora.

postato da: blualessandro alle ore 16:20 | link | commenti
categorie: citazioni
lunedì, 08 giugno 2009

Gianni Baget Bozzo

"La vittoria rende innocenti."


...c'è forse da desumere qualcosa dall'odierna sconfitta di Berlusconi?

postato da: blualessandro alle ore 07:50 | link | commenti
categorie: citazioni
domenica, 31 maggio 2009

Votantonio!

arton6568-ccb1c

postato da: blualessandro alle ore 16:20 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 27 maggio 2009

Che Saras Saras...


postato da: blualessandro alle ore 15:20 | link | commenti
categorie: amarezza, questa è italia, schifo universale
giovedì, 07 maggio 2009

da http://mrslaziness.splinder.com/?from=2

Ti amo,
ti amo con tutte
quante le mie ossa.
Ti amo con i
polmoni,
con il fegato, e
con lo stomaco.
Ti amo nel
silenzio di questa stanza,
nel buio di questa notte,
nel vuoto nella
mia pancia.
Ti amo con i
miei occhi di acqua e di vetro,
ti amo con
la pelle, e
con le mani, e
con i piedi.
Ti amo con
la mia ombra, e
con i miei sorrisi.
Ti amo nello lo spazio che c'è tra
un battito di cuore e l'altro.
Ti amo
grattandomi il naso.
E ricorda,
non ti amo con la gioia,
né con il dolore,
ti amo,
semplicemente.


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Le parole di Alessandra, una ragazza davvero speciale...

postato da: blualessandro alle ore 01:08 | link | commenti (4)
categorie: citazioni
venerdì, 24 aprile 2009

Use condoms... : ))

Uno spot molto divertente e creativo.



postato da: blualessandro alle ore 11:56 | link | commenti (1)
categorie: pillole di creatività
domenica, 19 aprile 2009

Siamo alla frutta...


postato da: blualessandro alle ore 14:40 | link | commenti (1)
categorie: rabbia, senza parole, schifo universale
venerdì, 17 aprile 2009

Giorgio Gaber





Non mi preoccupa Berlusconi in sé ma Berlusconi in me

postato da: blualessandro alle ore 20:20 | link | commenti (1)
categorie: citazioni, gaber
martedì, 14 aprile 2009

"MA IO PER IL TERREMOTO NON DO NEMMENO UN EURO..." (di Giacomo Di Girolamo)

Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.

Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.

Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.

Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.

E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.

C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?

Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?

Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.

Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.

Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.

Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.

Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?

Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.

Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.

Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.

Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.

Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.

Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.

Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.

E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.

Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.

Come la natura quando muove la terra, d’altronde.





Giacomo Di Girolamo



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Uno straordinario grido di dignità civile (che trov te su http://www.facebook.com/note.php?note_id=76451557492&id=1523277959&ref=nf), le parole che avevo dentro ma che non avrei saputo mai dire con uguale forzae chiarezza.

Grazie di cuore a Giacomo Di Girolamo

lunedì, 06 aprile 2009

Arriva l'estate, rinfrescatevi...


postato da: blualessandro alle ore 16:10 | link | commenti (1)
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sabato, 04 aprile 2009

That's Great!!!


postato da: blualessandro alle ore 11:34 | link | commenti
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giovedì, 26 marzo 2009

Prendiamola a ridere


postato da: blualessandro alle ore 21:16 | link | commenti (2)
categorie: esilarante
giovedì, 19 marzo 2009

Italiani brava gente (ma non solo loro...)

Una denuncia fatta dal Guardian (da qualche parte nel mondo ci sono ancora veri giornalisti...).

Le immagini si commentano da sole.





postato da: blualessandro alle ore 23:52 | link | commenti
categorie: amarezza, schifo universale
sabato, 07 marzo 2009

Costantin Brancusi

"La semplicità è la complessità risolta."

postato da: blualessandro alle ore 20:17 | link | commenti (1)
categorie: citazioni
venerdì, 06 marzo 2009

Giovanni Raboni

"Stillicidio di delitti terribile:
si distruggono vite,
si distruggono posti di lavoro,
si distrugge la giustizia,il decoro
della convivenza civile.
E intanto l'imprenditore del nulla,
il venditore d'aria fritta,
forte coi miserabili
delle sue inindagabili ricchezze,
sorride a tutto schermo
negando ogni evidenza, promettendo
il già invano promesso e l'impossibile,
spacciando per paterno
il suo osceno frasario da piazzista.
Mai così in basso, così simile
(non solo dirlo, anche pensarlo duole)
alle odiose caricature
che da sempre ci infangano e sfigurano...
Anche altrove, lo so,
si santifica il crimine, anche altrove
si celebrano i riti
del privilegio e dell'impunità;
trasformati in dottrina dello stato.
Ma solo a noi, già fradici
di antiche colpe e remissioni,
a noi prima untori e poi vittime
della peste del secolo
è toccata, con il danno, la beffa,
una farsa in aggiunta alla sventura."

dalla raccolta "Ultimi versi" (ed. Garzanti)

postato da: blualessandro alle ore 09:18 | link | commenti (1)
categorie: citazioni
martedì, 03 marzo 2009

Senza parole


domenica, 01 marzo 2009

La stanchezza di vivere in Italia

Leggo un po' di tutto in giro per la rete.
Soprattutto scopro che delle notizie più importanti in tv, sui giornali nazionali, nel circuito dell'informazione tradizionale insomma non c'è traccia.
Scopro le cose più incredibili solo perché leggo le edizioni online di Agoravox, Micromega, il blog di Grillo, voglioscendere ed altri.

Il colonnello che trafugò l'agenda di Paolo Borsellino dalla scena dell'attentato di Via D'Amelio? La sentenza della cassazione che impedisce di fatto che sia fatta luce su questo episodio gravissimo della storia d'Italia, dell'intreccio perverso tra mafia-politica-servizi.

Gioacchino Genchi, che ha indagato tra le altre cose proprio sulla strage di Via D'Amelio, rilascia al blog di Grillo un'intervista in cui le accuse pronunciate sono di una gravità inaudita.

Cosa fanno i vari Vespa, Scalfari, Mieli e tutta la schiera di cialtroni iscritti all'ordine dei giornalisti?
Nulla, ovviamente. I loro padroni hanno imposto la consegna del silenzio e in loro non c'è sussulto di dignità alcuno che li spinga a fare sul serio il loro lavoro.
In compenso cerco su google il link de Il Giornale, per vedere di cosa parla questo faro di equità e correttezza dell'informazione. Scopro così che il payoff del link proncipale recita testualmente:"Versione online del giornale fondato da Indro Montanelli e di proprietà della famiglia Berlusconi."
Quindi mi rendo conto di quanto sfacciato ed impudente sia il tradimento del pensiero di Moltanelli (che a Berlusconi non ha risparmiato certo giudizi che avrebbero fatto vergognare chiunque altro) e la mercificazione di quel cognome, che evoca giornalismo con la "G" maiuscola, onestà intellettuale ed altre qualità ormai scomparse da quasi la totalità della categoria e di certo mai possedute da quel mentecatto di Mario Giordano che adesso lo dirige.

Sono stanco di questa Italia, stanco del fango che scorre a fiumi sotto una patina sempre più evanescente di ipocrita perbenismo.
Sono stanco che un intero popolo debba pagare il prezzo di avere un cancro sul proprio territorio chiamato Vaticano.
Diventa sempre più difficile alzarsi la mattina e non aver voglia di vomitare, non aver voglia di scendere per strada e cominciare a dare la caccia a questa razza di parassiti, mignotte e delinquenti che si è impadronita del nostro paese.
La nostra amata, vilipesa, calpestata patria.


i controlli sono l'unica difesa