da www.ragazzadellago.splinder.com
«Non esiste una verità, che riguarda i rapporti umani, rintracciabile in un racconto, in un libro, in un film… o in un blog.
La vita di tutti noi è troppo complicata, troppo unica e speciale per essere riassunta, capita, rappresentata in uno scritto.
Alla fine, si deve avere il massimo rispetto per le cose che abbiamo vissuto, per chi ci ha fatto del male, per chi ci ha aiutati, per i dolori che ci hanno trafitto il cuore, per gli sbagli che abbiamo commesso, per le scelte che abbiamo fatto, per le persone che abbiamo fatto entrare nella nostra esistenza (quelle che ci sono, e quelle che sono andate via).
Siamo la somma di tutto questo.
Nel bene e nel male, è la nostra storia.
I momenti negativi non solo ci rendono più forti, ma ci rendono migliori.
Ci fanno "vedere" cose che difficilmente capiremmo se non fossimo passati attraverso quei dolori che devastano l'anima.
I rimpianti sono inutili, e spesso ci impediscono di vivere bene questo cammino, già troppo tortuoso in sé, che è la vita.
Il nostro passato è parte di noi, e certamente dobbiamo avere la massima consapevolezza di quello che siamo stati, per capire chi siamo oggi, ma non è giusto vivere il presente con lo sguardo rivolto indietro.
Si va avanti, si deve andare avanti, cercando di capire ciò che è stato, senza rimanerne, però, incatenati.
Serve un po' di compassione, per noi stessi e per gli altri. Dobbiamo cercare di perdonare gli altri, imparando, prima, a fare pace con noi stessi.
E smetterla di combattere.
Vivere, per tutti, non è mai semplice: dovremmo cercare davvero di trarre il meglio da ogni evento, da ogni persona.
La vita ci pensa già da sola ad infliggerci delusioni e dolori, cerchiamo di non contribuire a farci del male anche noi, con la nostra volontà.
Dovremmo imparare ad apprezzare (sempre) quello che siamo riusciti a costruire, quello che abbiamo, essere fieri di quello che abbiamo fatto, cercando di non vivere proiettati in ciò che è stato, o avrebbe potuto essere. Cercando di essere sereni con noi stessi.
A volte, chiudiamo le porte del cuore, per masochismo, per punirci.
A volte, ci facciamo sopraffare dall'orgoglio, dalla paura, dal cinismo.
A volte, non abbiamo abbastanza coraggio, e smettiamo di comunicare, mettendo il silenzio tra noi e gli altri.
A volte, ci lamentiamo perché non veniamo capiti, anche se poi anche noi, spesso, ci rifiutiamo di capire gli altri.
Non siamo tutti uguali.
Dobbiamo smettere di giudicare gli altri, se non vogliamo essere giudicati.
Comprensione reciproca: ne dovremmo tutti essere dotati un po' di più.
Viviamo troppo nella rabbia, e mentre maceriamo il nostro cuore nei tormenti, mentre crediamo che non c'è amore per noi, non vediamo che ne siamo, invece, spesso circondati e sopraffatti.
Non vediamo mai chi ci ama veramente fino a quando non lo perdiamo, o quando, comunque, è troppo tardi. La rabbia ci trasforma proprio nelle persone da cui cerchiamo di fuggire; non vorremmo essere come loro, ma lo diventiamo.
Scegliamo volontariamente solitudini e malinconie, quando, forse, la serenità è molto più vicina di quanto pensiamo: basterebbe avere il coraggio di allungare una mano. Basterebbe avere il coraggio di fidarsi degli altri, basterebbe voler bene un po' di più, esternando i propri sentimenti.
Chiudersi in se stessi, alla fine, allontana gli altri, e allontana da noi l'occasione di essere amati.
Tutti noi abbiamo dentro qualcosa di bello... basta avere la pazienza e il coraggio di scoprirlo.»
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Inutile dirvi che trovo queste parole assolutamente bellissime e definitive...
Difficilmente avrei potuto trovarne di più giuste per questa fase della mia vita.
Più che ringraziare l'autrice di tanta verità e bellezza vorrei abbracciarla, per ricambiare l'abbraccio delle sue parole.
Grazie Angela per la tua anima.
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Il mio blog si prende una piccola pausa, per pensare e decidere del proprio futuro.
Continuerò a venirvi a trovare e a leggervi, nel frattempo.
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RIFLESSIONE
La vita ci dà delle occasioni. Il prezzo da pagare è quello della sofferenza, perché queste non sono altro che occasioni per cicatrizzare ferite dolorosissime.
La scorsa settimana, il 23 dicembre, ho avuto la mia occasione.
Ad una riunione di tutti i dipendenti dell'azienda del padre di Rosanna ho avuto modo di vederla insieme al suo fidanzzato.
Dall'espressione del suo viso vedendomi, alle successive tre ore è stato un lungo morire dei miei pensieri, dei miei sentimenti.
Un pò come dev'essere per quei condannati a morte a cui praticano l'iniezione letale.
Man mano tutto diventa scuro e si addormentano per sempre.
Ho capito tante cose su lei, su me, su lui e su tutto quanto è stato.
E nel frattempo si avverava la magia dell'oblio...
Lentamente il mio amore per lei evaporava...
Ho visto chiaramente che l'anima di Rosanna è in una gabbia, da sempre.
Le ho preso la mano, quando mi sono innamorato di lei, e l'ho condotta fuori da quella gabbia.
Abbiamo volato insieme.
Lei era felice, frizzante, eccitata e... meravigliosa.
Il risveglio di un'anima è quanto di più straordinario possa accadere di vedere in tutta la vita...
Esserne lo strumento è così gratificante...
Ad un certo punto però le ho lasciato la mano.
Si deve volare da soli.
Ci si può incontrare in volo, dividere lo stesso cielo, ma non si può volare mano nella mano: si finirebbe con il precipitare...
Bisogna guadagnarselo il cielo. Osare.
Lanciarsi confidando solo in se stessi.
Sapendo che lassù fa anche tanto freddo...
Si è sentita perduta.
Forse ho commesso lo sbaglio di non farle sentire la mia voce rassicurante. Avrei dovuto calmarla...
Avrei dovuto?
E' tornata con le lacrime agli occhi nella sua gabbia.
Ciò che ha sempre conosciuto la rassicurava.
Ha pensato che l'avessi abbandonata?
Pensava che non la volessi più per me?
Non so e non saprò mai...
In quella gabbia c'era anche Marco.
Un giovane uomo che la ama e che la renderà regina...
Regina di quella gabbia.
E' felice? Da come parla il suo corpo sembrerebbe di no.
Serena? Forse.
Perché ciò che ci limita allo stesso tempo ci conforta.
Lei ha bisogno di quel limite, perché crede di non poterne fare a meno.
Non crede abbastanza in sé.
Non poteva quindi credere in "Noi".
Cosa penso di lui?
E' giovane e carino.
Dinoccolato. Sguardo aperto e simpatico.
Alto. Mani grandi e belle.
Ha tutto ciò che serve per piacerle.
Anche un'incompiutezza di fondo che non gli permetterà di portarla fuori da quella gabbia.
Lui neanche la vede, la gabbia... Lei non vuole uscirne... Sono perfetti.
Spero sappia renderla felice.
O almeno anestetizzarla dalla sensazione di insoddisfazione che deriva dal sapere di non aver saputo osare di più...
Pur potendo.
Pur meritando di più.
Ma una cosa sopra tutte mi preme dirla.
Rosanna resta, al di là delle mie parole, una persona a suo modo straordinariamente speciale.
Io l'ho amata. E questo non lo rinnegherò mai...
Vorrei anche dire a tutte le persone che qui mi hanno fatto tanti complimenti per la mia sensibilità e hanno avuto così belle parole per me che questa è solamente la "mia" prospettiva.
La verità non esiste.
Solo distillando le mie parole e quelle dell'altra persona avreste potuto avere un'idea "vera" di ciò che è accaduto.
Non sono una persona preziosa. Non sono d'oro.
Sono Tungsteno.
Cromo Molibdeno.
Magnesio.
Sono solo un metallo che più difficilmente si vede in giro.
Ma non sono così raro. Non sono oro.
Nonostante le parole di Angela che ho riportato prima, potete ben vedere che continuo ad esprimere presuntuosi giudizi, a dare sentenze.
E' veramente difficile comportarsi come lei ci suggerisce.
Io voglio cominciare a farlo.
La mia vita è cambiata giorno 23.
Mi sento più leggero, un pò più libero.
Voglio coltivare questa sensazione, dedicare più tempo a me, coccolarmi, volermi bene.
Vi auguro il meglio, amici miei. A presto.
Alessandro
Lo so.
Dentro di me lo so.
Mi manchi.
Ancora.
Dove sei?
Ieri ho fatto un sogno strano. Ho sognato che ti sposavi. Giorno 5.
Mi sono svegliato così triste... non riuscivo ad alzarmi dal letto.
Così triste...
C'è una parte di me che ti detesta. La parte che non sopporta che tu abbia preferito Marco.
Quella parte predomina. Quella parte ti parla con parole di ghiaccio, ti guarda senza vederti, ti tratta con distacco.
Ma è una recita. Mi prendo in giro, sapendo di farlo.
Non voglio accettare un dato di fatto. Sono innamorato di te.
Lo sono e ti odio per questo. E mi odio.
Non sei più la fiamma che mi consumava all'inizio.
Sei brace sotto la cenere. Un soffio di vita e torni a bruciare.
Vorrei un interruttore, per spegnerti dentro di me, per oscurare il tuo ricordo, per non sentire ancora male.
Vorrei un interruttore, per riamare Patrizia come prima d'incappare nella nostra storia, per tornare alla mia vita, quella che ho spazzato via perché desideravo te.
Questo sono io.
Ma c'è un'altra parte di me.
Quella che non ti mostro mai. Che mai vedrai.
La parte che ti ama ancora, che ti pensa dolcemente. Quella che in passato hai conosciuto.
Che riconosce il tuo valore, così come l'altra vede i tuoi torti.
Quella parte custodisce "Me e Te". Ci protegge. Dal tempo, dal freddo e da "Me", che pure ti odio.
Braccia forti riparano quel sentimento, riscaldandolo e nutrendolo, perché credono che saremo ancora "Noi".
Ma, per quante parti possano costituire il mio essere, la realtà è che è tutto finito.
Io sono passato. Tutto qui. E non so rassegnarmi. Un classico...
E mi ritrovo con queste poche briciole di cuore a pensarti.
Con queste poche briciole a pensarti...
davvero poche briciole...
Alessandro
Barzellettina del Sabato:
Un giovanotto riaccompagna a casa la sua ragazza.
Quando arrivano alla porta d'ingresso, lui si appoggia sul muro con un braccio per sbarrare la strada alla sua conquista e dice con aria lussuriosa:
- Mia cara, e se tu mi facessi un pompino?
La ragazza scioccata:
- COOOSA?!! Ma sei pazzo?!!
Il tipo, sbarrando sempre il passaggio alla sua compagna:
- Andiamo, sarà una cosa rapida!
- No ma scherzi?! Chiunque potrebbe vederci!!
- Ma no, è notte.
- NO, NO, NO, e No!!!
- Ma insomma, è solo un pompino!!!
- Ho già detto NO!! E' NO!
- Dai, fai la simpa...
In quel momento, la sorellina della ragazza compare sulla porta in camicia da notte e dice:
- Papà dice che o tu gli fai questo pompino, o glielo faccio io o al limite verrà lui stesso a farglielo, purché, porca troia, quel cretino del tuo amico tolga la mano dal citofono...
LA STORIA SIAMO NOI...
Lunedi 12 Dicembre 2005 ore 14:36:56
Le mie mani tremano come foglie mosse dal vento. I miei occhi vedono ombre come forme indefinite. Le mie orecchie si concentrano solo su suoni come frastuoni. Ho freddo come fossi esposta alla bora in dicembre. I miei ricordi si accendono all'improvviso come falò su una spiaggia d'agosto. Sfavillano a momenti. Scoppiettano. Si spengono. Restano solo brace ardente.
Ma io ci sono. Non so per quanto ancora. Ma ci sono.
Ed ora sono sola in questa stanza che sa di polenta e di salsicce cotte allo spiedo nel camino. Questa stanza che sa di risate di bimbi, di pianti d'adolescenti, di ansimi di uomini e donne e di silenzi di vecchi.
Ora il tavolo è sgombro e ci posso appoggiare la carta da lettere che comprai per te. Per te che non mi fai più compagnia da tanti anni. Per te che mi hai lasciata troppo tardi per poterti dimenticare e troppo presto per poterti rimpiangere.
Afferro con incertezza la matita e comincio a scrivere. Ma a chi?
Non ho nessuno in particolare a cui indirizzarla. La scriverò e la terrò con me finchè camminerò su questa terra.
Poi qualcuno la troverà e la leggerà. Qualcuno che l'affetto avrà portato fin qui. Qualcuno che la nostalgia di questa casa e di questa donna spingerà a tornare per l'ultimo saluto.
Scorrerà le righe malferme che ho deciso di lasciargli.
Parole che forse stenterà a comprendere. Parole che sicuramente produrranno riflessioni profonde. Che certamente faranno serrare le labbra e velare gli occhi.
Parole che ora mi sembrano necessarie. Anzi, indispensabili.
Io non ci sarò più. Io che ho tanto amato e mai odiato. Io che ho tanto lavorato e mai disertato. Io che ho vissuto e mai oziato.
Io che per molte persone non sono nessuno. Io che sono una goccia nell'oceano della vita. Io che sono un piccolo granello nell'atmosfera. Io che sono una particella infinitamente piccola della storia.
Si. Della storia. Perchè la storia siamo noi. Noi donne e uomini. Noi ladri ed assassini. Noi ricchi e poveri. Noi coraggiosi e pavidi. Noi alacri e ignavi.
Si, proprio così.
La storia siamo noi.
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Un'altra voce meravigliosa presa dalla rete. Un blog tutto da leggere.
Grazie all'autrice.
Ciao...
che strano.
Spesso facciamo fatica a creare un contatto con le persone che abbiamo vicino; ci mettiamo un bel pò a scorgerne la luce interiore, a conoscere aneddoti di vita, a sentire quel senso di confortevole, intima comprensione che rende il dialogo fra due persone interessante.
Ci vuole tempo. Tempo prima che ci si fidi e venga voglia di raccontare di noi, dei dolori, dei segni che portiamo sulla pelle dell'anima.
Ci vuole tempo. Perché - volenti o nolenti, consapevoli o meno - siamo condizionati dalla fisicità dell'altro.
La corporeità del nostro interlocutore può essere un lasciapassare per le confidenze che ci si scambierà successivamente o un punto di frontiera invalicabile, perché sprovvisti del giusto documento: il piacersi a pelle.
Qui è diverso.
Non parlo solo del tuo blog - che a me sembra delizioso e nel quale vengo sempre più spesso a tirare un grande respiro - ma del conoscersi in un territorio (la rete) dove si sfruttano "altri" nostri sensi.
Del fatto che spesso, o forse unicamente, si conosce il dentro di chi ci parla.
E' vero, conosciamo ciò che questi vuole farci conoscere, ma... ad un occhio attento non sfugge il colore, ad una mano esperta la consistenza, ad un olfatto allenato l'odore di chi sta dall'altro lato.
E mi accorgo che in rete ci sono tante anime "belle" e "delicate" in una proporzione che il mondo reale non sembra ammettere o tollerare.
La tua è una di queste.
Non ti sto studiando. Sbagli.
E' qualcosa di molto più semplice.
Prendo a piene mani ciò che tu hai messo a disposizione di tutti.
Gusto con lenta soddisfazione le prelibatezze che ci sono e che non sono state preparate esclusivamente per me.
Ciò le rende - sembrerà un controsenso - ancora più gustose, perché non sono fatte per assecondare i gusti di nessuno, ma solo per esaltarne l'ingrediente principale: te.
Il mio è quindi solo un gesto di primordiale egoismo, prendo ciò che mi piace.
E, come spesso accade dopo un pasto particolarmente gustoso, ci capita di sentirci "ispirati" ed aver voglia di dire che tutto è stato molto "buono"...
A chi non è capitato almeno una volta?
Forse queste righe ti provocheranno imbarazzo.
Anche il fatto che preferisca dirtele in un commento pubblico piuttosto che in una mail privata.
Ma non è un approccio, nè voglio che lo sembri
.
Al massimo un omaggio. Al tuo essere te, al tuo volerlo condividere.
Forse - come hai fatto in risposta al mio primo commento qui - dirai scherzando che non ti ricordi di avermi pagato per dirti queste belle parole.
Te le dico per un semplice motivo. Sono tornato a casa oggi pomeriggio con la curiosità di vedere se avevi risposto ai commenti lasciati ieri.
Perché avevo (ed ho) semplicemente desiderio di scambiare due parole con te, perché mi piace la tua voce e mi piace la spietatezza con cui ti descrivi, che a tratti mi ricorda quella con cui io parlo di me.
Perché c'è un fondo di malinconia in certe tue considerazioni finali di ciò che racconti che mi toccano giù nell'anima, che la rendono morbida, che - come scrivevo ieri - mi commuovono.
Magari questo scambio non durerà a lungo, forse il "presente" - che è il tempo in cui si svolge la vita della rete - ci darà altri spunti molto presto, offrirà al nostro sguardo altre cose da vedere.
A maggior ragione non è il caso di ragionare con i tempi fisici a cui siamo abituati nel mondo reale.
Queste poche righe (...insomma... poche...) per dirti che è un piacere leggere della tua vita e che - anche se sei uno scorpione ultra narcisista - vengo con grande piacere a trovarti e a dirti che tutto questo mi piace.
A presto. : )
Alessandro
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Scritto ieri nei commenti del blog citato nel titolo.
Volevo condividerlo con voi e suggerirvi una visita lì.
Io ci ho trovato delle cose che mi sono piaciute molto...
"A me piacciono troppe cose
e io mi ritrovo sempre
confuso e impergolato
a correre da una stella cadente all’altra
finché non precipito."
presa da buba.it il 5 dicembre
6 dicembre 2005
Sono imbronciato, deluso.
Il viso contro il cuscino, sfuggo al pensiero cercando di dormire...
E' l'ultima notte insieme, in questa casa.
Ce l'ho con lei... ce l'ho con me... Che stupido che mi sento...
Patrizia mi viene vicina, è dispiaciuta che io sia di cattivo umore. Incredibile... Fossi stata al posto suo mi sarei avventato su me con un bel coltello da cucina, mesi fa...
La vita è strana.
Quanto ci piace andare fuori strada, fuori dalla felicità che abbiamo, in cerca di un'altra strada, di un'altra felicità...
Per poi pentirci, quando la gioia che aspettavamo non arriva, e ci sentiamo vuoti, privati anche di quella precedente...
Imbronciati come bambini picciosi, che sapevano di non meritare il regalo ma che si lagnano lo stesso per non averlo ricevuto...
Lacrime di coccodrillo.
Perché ti penso ancora, Rosanna? Che senso ha?
Non ti ho mai chiamata in questi quasi quattro mesi. Ho sempre risposto freddamente alle tue telefonate. Sono sempre stato gelido nei nostri rari incontri...
Perché non dimenticare facilmente chi ci ha fatto gioire e poi piangere?
Perché cercare di più di ciò che abbiamo, quando abbiamo già tanto?
Perché sei ancora dentro i miei ricordi, in giro per l'anima, nei visi che incontro, in mezzo ai miei sogni?
Io so di detestarti per la scelta che hai fatto.
E allora?
Perché voglio ancora perdermi nei tuoi occhi?
Ditemi...
da dove viene tanta insoddisfazione?
Spiegatemi...
perché non so accontentarmi del molto che ho?
Qualcuno, per piacere, vorrebbe usarmi la buona grazia di una gentile spiegazione?
Ho il capo pesante...
La realtà mi sfugge, mi gira la testa, perché la mia vita gira intorno vorticosamente e non so più distinguere tra ciò che è e ciò che sembra...
Voi...
lettori del mio diario... riconosco le vostre orme sulla sabbia... ma non i visi, per lo più sconosciuti... sprazzi di anime su questo cielo di pixel...
Voi...
siete soddisfatti?
Mi ritrovo a vagare spesso in rete, cercando voci diverse, trovando troppo spesso la mia. Sento sgorgare dal cuore di un uomo o di una donna storie che sembrano narrate da me...
Siamo così simili, questa notte...
Un suono mi sveglia... E' l'alba... L'impresa dei traslochi è qui...
E' un inizio ed è una fine.
Alessandro
Sapevo che sarebbe arrivato il giorno, ma ho fatto finta di niente.
Oggi è iniziato il trasloco.
Patrizia va via.
Vedo la nostra casa svuotarsi delle sue cose, svuotarsi di lei...
Questa è l'ultima notte che passiamo insieme ed in cui dormiremo qui.
Da domani solo vuoto: niente Patrizia, niente Simone. Niente.
L'ho voluto io.
Quanto ci metterò a pentirmene?
Hanno giustiziato il millesimo condannato a morte negli Stati Uniti.
Certo non si può dire che sia in contraddizione con la pretesa di esportare la democrazia e la pace con la violenza...
Questa nazione sta compiendo passi importanti per mettersi sempre più al centro del mirino di chi oppresso, fanatico o semplicemente altrettanto violento, non esiterà a rispondere alla violenza con la violenza.
Ero a San Francisco poco prima dell'elezione di Bush e ricordo ancora il mio stupore nel sentire la persona che mi ospitava parlar male di Clinton e dire che Bush sarebbe stato migliore.
Sarà della stessa opinione anche adesso?
l'eco di te, dentro di me.
Da un paio di giorni, da quando mi hai chiamato, immagini affiorano alla memoria.
Stasera ti vedevo, seduta nella tua vasca da bagno, fai la doccia e mi sorridi, sembri una bambina...
Ma non è giusto. Questi ricordi sono una catena con cui mi lego mani e piedi.
E c'è qualcuno accanto a me che mi ama e che piange per me, per il mio amore smarrito, per la mia assenza...
Piange di là, anche adesso, mentre scrivo.
E non è giusto.
Vorrei lasciarti andare, via, per sempre. Perché non mi appartieni più.
E devo vivere ancora, andare oltre, perché la vita mi aspetta...
...a braccia aperte.