Vivo franando, costruisco incessante

"i grandi amori si annunciano in un modo preciso. Appena la vedi dici: chi è questa stronza?" (Ennio Flaiano)

CHI SONO

Utente: blualessandro
Nome: Alessandro
Una voce fra mille, un sordo fra sordi, un cieco fra ciechi, un uomo fra uomini, una bestia fra bestie.
Dolore e gioia, bellezza e mediocrità, grandezza e miseria.
Vivo franando, costruisco incessante.

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sabato, 28 gennaio 2006

da www.citarsiaddosso.blogspot.com




“Questo pezzo l’ho scritto mettendo il mio libro “Se avessi più tempo non saremmo alla frutta” dentro un frullatore Girmi del 1968 (N° serie – XB33456Z68) delle poche parole leggibili rimaste ho fatto scempio con: colla (coccoina purissima) zenzero, le variazioni goldberg suonate da Gould senza diteggiatura e in compagnia di un crash test dummies di nome Orzabal, che sbatte dapertutto e non spiccica una parola, ma in compenso prepara una quaglia alla Severini da leccarsi i polpacci, peccato solo che sia di plastica.”



Tra il cielo bianco e una causa con la mia ex moglie che mi ha tolto gli alimenti, vedo sbuffi di farina bianca venire giù dal cerone del mio destro pagliaccio.
Alle scarpe larghe mi abituo volentieri, al nodo che ho in gola sempre meno, non tanto per il respiro strozzato, quanto piuttosto per quegli orribili pois e per la lingua blu, non proprio da gran sera. Che cazzo c’hai da ridere? Il priapismo è una piaga sociale se poi indossi la tuta diventa una tragedia, rispetto.
Se solo invecchiasse lo specchio, invece, ho uno specchio che mi invecchia.
Oggi mi tocca fare il giocoliere per allietarti un pomeriggio a targhe alterne e mai che uscissero i dispari. Voglio l’affidamento della mia vita, tu tieniti pure la casa al mare e i condilomi. Prendo la marmotta impagliata (che lasceresti morire) e poche altre pause. Fuggita a Molfetta con un vibratore francese…
Cos’ha lui che io non ho? “l’unica cosa moscia che ha lui è la erre…” . Vi ho visti ieri in quel ristorane rompere la crema catalana col naso, sembrate fatti l’uno per l’altra, ma lui lo sa che ogni tanto ti sgonfi? …Piscio in un ristorante, mangio in un sottopassaggio, kramer contro me. Sto scalzo oggi e niente trucchi pesanti, ho carte buone. Sto.

P.S. Piovono gnocchi. E non è nemmeno giovedì.


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Questo brano è stato preso (con il consenso dell'autore) dal blog di una persona davvero creativa e che fa il mio stesso lavoro.
Consiglio caldamente una visita a quel diario, perché riesce sempre a strappare un sorriso.

Grazie Hobbs!

postato da: blualessandro alle ore 13:34 | link | commenti (20)
categorie: citazioni
lunedì, 23 gennaio 2006

Della morte e di altri demoni…




Spesso mi chiedo cosa sarà di me alla fine dei miei giorni.
Me lo domando sin da ragazzino.
(Allegria, eh? Non è un pensiero grigio, tutt’altro.)

Domanda: come sarà il tramonto della mia vita?
Risposta: vorrei stare bene.

Seduto in veranda, l’arietta tiepida dei ricordi a sfiorare le guance dell’anima.
Guardo il panorama. E’ quello costituito da ciò che ho fatto, è fatto delle occasioni perdute e di quelle sfruttate.
Spero sia sorprendente e bello, che i colori siano vivi e interessante da guardare.
Vorrei che parte di quel panorama fossero i traguardi che ho voluto raggiungere, “dentro”.
Vorrei fosse del colore della dolcezza che c’è in me e che ho tentato di non perdere.
Vorrei fosse del colore della curiosità che mi ha sempre spinto (incosciente) a rivoluzionare la vita fino a trovare l’equilibrio successivo.
Vorrei fosse del colore acceso di quell’esigenza insopprimibile di trovare le “mie” verità.
E vorrei che quel panorama lo guardasse il bambino ingenuo eppure malizioso che tuttora sono e che vorrei continuare ad essere fino alla fine.

Come mi sentirò al calar della sera?
E poi l’attesa della notte.
E il buio…

Sono adesso perfettamente a metà del periodo (del tutto teorico) della mia traiettoria qui.
Altri sei/dieci anni di massima energia; poi quella fisica diminuisce ma l’esperienza, la maturità, i rapporti sociali giungono alla loro massima espressione. Sono un libero professionista. Amo il mio lavoro (quanti hanno la fortuna di poterlo dire?), guadagno quelli che sino a pochi anni fa avrei giudicato “un sacco di soldi”. Ho prospettive ancora più rosee, progetti che stanno per decollare, possibilità di soddisfazioni ulteriori.
Tante volte ho avuto rovesci di fortuna e sono sopravvissuto. Ho imparato a rinunciare.
Possiamo fare a meno di tante cose, ma non della certezza dell’essere Noi stessi.

Ho capito che i soldi non sono nulla. Solo qualche capriccio in più. La salute è la cosa più importante, soprattutto quella dell’anima…
Sono stato molto amato e questo non lo scegliamo, è solo questione di fortuna… lo so.

Forse è per questo che mi piace troppo vivere.
Sono felice di essere. Qui e adesso.
Voglio ingozzarmi di presente. Voglio la gioia di vivere sempre al massimo.
Non c’è dolore che sappia spezzarmi. Piegarmi, forse… ma mai troppo a lungo.
Tutto passa: le cose belle, ma anche quelle brutte… per fortuna.

Ho ancora i miei genitori? Sì.

Certo, ci penso a quel momento…
A tutto quello che mi rimarrà in gola. Alle parole non dette, gli abbracci non dati, ai baci lesinati.
Non c’è possibilità di recupero per tutto ciò che non abbiamo avuto il coraggio di vivere.
Per questo voglio Vivere.
Per questo tutti dovrebbero pensare a farlo…

A presto


Alessandro

postato da: blualessandro alle ore 12:56 | link | commenti (37)
categorie: questo sono io, questo penso io, questo sento io
martedì, 17 gennaio 2006

Ricominciamo!




"La gente è il più grande spettacolo del mondo.  E non si paga il biglietto." 

C.Bukowski 

postato da: blualessandro alle ore 20:04 | link | commenti (27)
categorie: citazioni
i controlli sono l'unica difesa