Forse comincio a covare risentimento verso questa nuova identità etica "moderna".
Forse sto diventando un nguaribile nostalgico dell'età dell'innocenza.
Però a me pare che si paghi un prezzo troppo alto per assecondare il diritto al profitto delle grandi società.
Da settembre tento di farmi iviare le copie delle bollette del mio cellulare 3.
Tutto inutile. Un muro di gomma.
Mi rispondono dal call center (non interno, ma in outsourcing), riporto il numero di segnalazione, mi dicono che sono state spedite il 9 gennaio, ma io non ho ricevuto nulla, "le mandate con qualcuno a piedi?" domando...
Richiamo ancora dopo qualche settimana. Ripeto la richiesta. Nulla.
Poi ancora. E ancora nulla.
Andrò da un avvocato, perché sono stanco di aver dovuto fare la stessa richiesta almeno 20 volte, di non poter dare queste merdose bollette al mio commercialista (dato che le copie che posso scaricare dal sito non sono fiscali) per la dichiarazione dei redditi del 2006 e di avere perso tanto tempo inutilmente con questi buffoni.
Forse con la raccomandata dell'avvocato risolverò qualcosa...
Allora mi domando: perché non si possono denunciare le società che con il loro comportamento infliggono sofferenza ai propri utenti? Non so... una bella causa in un tribunale europeo...
Sbattere 6 mesi, telefonare 20 volte, ripetere a 20 operatori diversi la stessa storia per poi ritrovarsi ancora punto e a capo è umiliante... Avrei di meglio da fare...
Eppure i soldi che loro si prendono dalla mia carta di credito sono buoni, non li faccio aspettare 6 mesi per averli, non mi faccio rincorrere con 20 telefonate prima di pagare.
E scopro adesso, grazie ad un'amica che ha lavorato per Fastweb, che anche lì gli operatori raccontano un sacco di minchiate, perché prendono 10 euro per ogni contratto che fanno e per farlo sono disposti a raccontare qualsiasi cosa.
Quando poi scopri che metà di quello che t'hanno raccontato prima di firmare era un mare di cazzate è troppo tardi.
Chiami il servizio clienti e una voce registrata ti dice:" Bla, bla, bla... a causa del successo delle nostre promozioni tutti i nostri operatori sono impegnati. PROVI A RICHIAMARE TRA QUALCHE GIORNO."
Non "più tardi" ma "fra qualche giorno". Il muro di gomma, di nuovo.
Non frega un cazzo a nessuno che ciò che fanno causerà fastidio a qualcun altro che - casualmente - paga per poi avere solo un disservizio.
Tutto viene deresponsabilizzato in nome del profitto che bisogna raggiungere.
Nel frattempo però l'uomo diventa "consumatore", i continui disservizi "criticità" da risolvere ed il muro di gomma rimane lì, a ricordarci che siamo solo pecore da tosare...
P.s.
Lunedì compio 40 anni e vado a festeggiare a Lisbona. Ci sentiamo al mio ritorno. Saluti a tutti!
Qui
http://www.savetherabbit.net/scrividarfur.htm
trovate un appello (che trascrivo di seguito) che andrebbe firmato da tutti quelli che ritengono di sentirsi esseri umani.
"Scrivo per lamentarmi dell' esiguo spazio dedicato dalla vostra azienda al genocidio in corso nella regione del Darfur in Sudan.
Nel Darfur si muore da tre anni ma l’allarme lanciato da organizzazioni umanitarie e militanti per i diritti civili rimane inascoltato dai maggiori media italiani. Finora si contano TRECENTOMILA MORTI, DUECENTOMILA RIFUGIATI e DUE MILIONI E MEZZO DI SFOLLATI che hanno fatto valere alla crisi il titolo di «genocidio».
I mezzi televisivi italiani raggiungono oggi la maggior parte della popolazione della penisola come fonte primaria se non unica di informazione. La televisione detiene il potere di informazione, ma anche i quotidiani, seppure in maniera minore, possono concorrere a informare gli Italiani su cosa stia accadendo oggi nel Darfur. Molto spesso, ciò che non è raccontato dai media televisivi non esiste per la maggior parte delle famiglie italiane.
Alimentando una maggiore coscienza del genocidio in atto nel Darfur, i media italiani possono contribuire a fermare le ingiustizie e le atrocità che si stanno compiendo nella regione.
Per questo Vi chiedo di aumentare lo spazio dedicato all'informazione sul genocidio del Darfur, per porre fine alle gravi azioni contro i diritti umani e la dignità stesso dell'uomo.
Come fruitore di un servizio pubblico e privato,vi prego di dare maggiore importanza alla tragedia che si sta compiendo, attraverso una programmazione che dia spazio anche quotidianamente a servizi e dossier sul genocidio nel Darfur.
Rimango in attesa di un vostro cortese riscontro.
Cordiali saluti,
Grazie.
Italian Blogs For Darfur"
Qualcuno di voi che crede nella reincarnazione vorrebbe rinascere oggi in Darfur?
Che spiegazione daremo a due adolescenti su come il loro padre, uscito per un turno di lavoro, non tornerà più e non sarà presente al loro diploma, alla loro laurea, al giorno del giuramento nell’esercito, al loro matrimonio, alla nascita dei suoi nipoti?
Che giustificazione c’è alle dichiarazioni della classica beghina catanese che – interrogata sul proposito di annullare la festa di S. Agata (patrona della città) – risponde “No.”.
Incalzata dal giornalista, che rimarcava “E’ morta una persona!”, impassibile risponde “E Allora? Ne sono morte tante anche in passato…”.
“The show must go on!”, vero? Troia ignorante…
Fosse stato tuo figlio la vittima, tuoi i nipoti rimasti orfani, avresti risposto allo stesso modo?
Ecco una persona di fede… Sepolcro imbiancato da manuale. Mi viene il vomito.
E il grande sindaco Scapagnini, amico personale di Silvio?
Non ha i coglioni per mandare tutti a casa, non ha le palle per dire:” la festa è finita, perché non c’è proprio niente da festeggiare”?.
In compenso ha annullato i fuochi d’artificio: però…
E mi ritrovo a parlare di una dignità estinta, di una sensibilità perduta, di un’umanità che non merita questo titolo.
Da catanese vi posso assicurare che quello che è successo ieri era ampiamente prevedibile.
Che le forze dell’ordine erano comunque insufficienti, vista la vetustà dello stadio, a fronteggiare la calca di tifosi prevista e a garantire condizioni di sicurezza fuori e dentro l’impianto.
Da catanese vi posso dire che sicuramente gli animali che hanno agito ieri negli ambienti del tifo sono noti.
Che quelli che chiamano ULTRA’ – e che d’ora in poi chiamerò ULTRACOGLIONI – potevano essere bloccati in tempo. Ma non ieri pomeriggio. Molto prima.
Però i nostri governanti hanno avuto sempre molto da fare. Cose più importanti.
Litigare su questa o quella poltrona, su questo o quel ministero, su questo o quell’amico, per potersi avvedere che il paese si sta sgretolando. Che le nostre coscienze nel frattempo imputridiscono…
Se la gente si insulta e si prende a schiaffi in TV, se ai bambini è permesso uccidere per gioco sulla Play Station, se a scuola un insegnante si può prendere a sputi cosa vuoi che sia uccidere un poliziotto allo stadio? Saranno mille punti, casomai…
Ma la classe politica di un paese non si discosta mai tanto dal popolo che la elegge.
E così, come noi siamo tutti presi dai cazzi nostri – incuranti di chi stramazza accanto per la fame, a chi chiude con lacrime di sangue la propria attività perché non ce la fa più, alla vicina di casa che ha sempre più lividi perché il marito la picchia – così i nostri governanti se ne fottono di questo cesso di paese, dove una persona per bene può morire per una partita di pallone.
Dimenticavo… Questa è la seria A.
Perché tutte queste lacrime di coccodrillo non ci sono state per quel dirigente calabrese di una piccola squadretta di ragazzini, ucciso poche settimane fa a calci e pugni da quella stessa razza di ULTRACOGLIONI che ieri sera hanno spezzato un’altra vita e umiliato la nostra dignità di popolo.
Sono italiano e me ne vergogno, dirò d’ora in poi.
E a fanculo mi ci mando da solo…
P.s. Una poesia lasciata sotto la porta del commissariato di Polizia di Palermo:
"Vi regalo un fiore, perchè dai fiori nasce l'amore;
un fiore, per tutte le volte che venite chiamati sbirri;
un fiore, perchè non esistono solo persone che vi disprezzano;
un fiore, perchè per guadagnarsi il pane, non basta più solo lavorare;
un fiore, perchè le croci di cui è affastellata la vostra memoria recano la dicitura 'morti' e non 'vittime';
un fiore, per tutte (le) volte che vorreste reagire ma siete costretti a subire;
un fiore, per tutte le volte che la vostra dignità viene calpestata;
un fiore per tutto l'odio che vi sputano addosso perchè indossate una divisa;
un fiore per tutte le volte che non vi considerano semplicemente umani;
un fiore perchè purtroppo è il massimo che posso permettermi;
solo un fiore, perchè per rendervi l'onore che meritate non basterebbero tutti i fiori del mondo"