LAIF IS NAU
Ordunque mi chiama una nota società di consulenza americana per offrirmi un lavoro senza che io li abbia contattati…mhhhh qui Quattro ci cova…
innanzitutto perché il mio astrologo di fiducia, Fox, mi aveva preannunciato una settimana di merda,
in secondo luogo perché data la situazione lavorativa attuale in Italia, non vedo perché qualcuno dovrebbe rincorrerti (ed in particolare rincorrermi) per farmi fare soldi…
ed infatti …
l’offerta era anche buona, qualcuno davvero mi rincorreva per farmi fare soldi.
Questo finchè non mi hanno visto, dopo il primo colloquio sono scomparsi.
Mah. Sarà stato per il tatuaggio a vista? Per la sigaretta fumata di nascosto nel loro bagno?
Perché quel giorno portavo le mie scarpe da giullare con tanto di sonaglio?
Nel frattempo mi rispediscono a Milano per lavoro…e voi penserete: ahah un ritorno di fiamma con il fascista…ma anche no.
In compenso conosco tale nostro impiegato commerciale, tale certo Supersexysex, un uomo un’unica immensa molecola di testosterone.
Generalmente i tipi così non mi piacciono. Generalmente.
Ma un’eccezione ogni tanto la si può anche fare. SUVVIA.
Essendo però che è un dipendente e che io lavoro per Risorse Umane, come al solito posso guardare ma non toccare e difatti mi cade l’occhio di vetro e trasudo ormoni da tempo in menopausa...
MA non tocco, guardo e basta, giurin giuretto.
Torno da quel di Milano lievemente scompensata e scopro che il Supersexysex ha rassegnato le dimissioni due ore dopo che sono ripartita.
Ordunque, parliamone.
Sono io che porto sfiga? Puzzo? Rappresento in maniera indegna la società??? sono forse le scarpe da giullare? che problema avete tutti con me?
In preda alla disperazione più profonda per la perdita di tale panorama, di botto mi viene in mente una balzana idea, ossia: è vero che io nulla posso avere a che fare con i dipendenti MA se lui diventa un ex dipendente…bhe…allora…eventualmente potrei pensarci io al suo Trattamento di Fine Rapporto?
In questo stato di delirio acuto scopro che il mio capo ha appena firmato un contratto con il tizio della nota società di consulenza americana che mi ha cassato.
Il che significa praticamente dover lavorare con il tizio. Trasudo gioia da tutti i pori. Yuppie Yuppie.
Del resto Fox lo aveva detto che era una settimana di merda.
E voi cosa avete deciso? Vi fidate dello stato e spostate il vostro TFR in qualche ente?
Sapete che la nuova legge è talmente geniale che se resti disoccupato puoi avere accesso al tuo TFR solo dopo 24 mesi di disoccupazione?
Nel frattempo cosa mangiate? Pani e tulipani?
Oppure vi fidate dell’azienda e ve lo tenete lì dove sta?
Oppure vi risolvete qualsiasi problema esistenziale e fate come me che neppure ce l’ho il TFR? in fondo in fondo son soddisfazioni essere una schiava senza diritti.
Ora però un discorso serio: voi il vostro TFR lo gradireste di più in versione sadomaso o con un completino da Lolita?
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Io ADORO quaesta mente contorta... : )
Ho diversi conti bancari, quasi tutti online.
Due di questi li ho accesi presso la banca Fineco, circa due anni fa.
Fu un amico che adesso non frequento più a consigliarmelo. Andai sul sito, valutai l'offerta e decisi di accettare.
Non conoscevo nessuno che lavorasse per questa società, decisi allora di andare nella filiale che c'è al lungomare. Era facile da raggiungere e - cosa importantissima - era di fronte al mare.
Mi direte che la mia città è tutta sul mare... Sì, lo so, ma per me più mare ho negli occhi meglio è.
Entrai.
Un bancone all'ingresso, diverse isole con i vetri fumè, tutti volti sconosciuti e un signore in fondo, su una specie di postazione di fortuna che lavorava.
Chiesi alla persona all'ingresso di poter parlare con un promotore finanziario e lei mi indirizzò proprio verso quella persona in fondo.
Mi avvicinai, lui mi tese la mano, un bel sorriso sul suo faccione rubicondo e ci presentammo: "Piacere, Carmelo L." mi rispose lui.
Fu gentile, paziente, si vedeva lontano un miglio che amava il suo lavoro. Preparato, pignolo, preciso.
Mi fidai subito. Ho troppo naso per le persone, ormai. "Questo fa al caso mio" pensai...
Dovevo aprire un conto online e poi dovevo sottoscrivere un piano si previdenza integrativa, me lo aveva consigliato il commercialista, altrimenti avrei pagato inutilmente più tasse.
Mi stroncò con un sacco di informazioni, voleva che capissi tutto a tutti i costi, che fossi convinto del prodotto che sceglievo e condividessi le scelte che lui avrebbe operato per me.
Dopo un po', sentendomi rincoglionito (detesto cifre, numeri, tassi e affini...), gli dissi di fare come caspita ritenesse meglio e gli chiesi di preparare tutte le scartoffie per l'indomani.
Dopo la firma ho sempre ricevuto puntuali telefonate da lui, per informarmi sull'investimento, per avvisarmi dell'imminenza della scadenza delle rate semestrali del premio.
Come forse è normale che sia il nostro rapporto diventò molto cordiale e finii con l'ascoltare qualche sua confidenza. La più triste era che la sua compagna, dopo tanti anni di fidanzamento, l'aveva lasciato proprio mentre lui aveva avuto un problema di salute.
Dopo un po' andai a cercarlo. Mi dissero che stava di nuovo poco bene. Il direttore della filiale seguì i miei conti. Alla fine, dopo circa sei mesi, Carmelo L. tornò.
Cazzo! Aveva una cicatrice tutta attorno al cranio. Gli avevano aperto la testa per non mi ricordo bene quale accidenti, forse un aneurisma.
Aveva delle palesi difficoltà ad organizzare il lavoro ma ci metteva un sacco d'impegno. Voleva riprendere a pieno ritmo, però la memoria un po' lo tradiva e, forse, anche le dosi equine di farmaci che doveva prendere.
Ricominciammo a vederci.
Ebbe di nuovo una ricaduta mesi fa. Forse prima dell'estate.
Ho chiesto sempre di lui, ma non c'era e le persone che mi rispondevano non erano mai più che succinte nelle risposte. A natale volevo mandargli un biglietto di auguri, ma alla fine non l'ho fatto.
Oggi pomeriggio sono andato all'agenzia per versare due assegni e ho chiesto di lui "Notizie di Carmelo?"
La signorina mi guarda e risponde "Carmelo è morto tre settimane fa.".