"i grandi amori si annunciano in un modo preciso. Appena la vedi dici: chi è questa stronza?" (Ennio Flaiano)
CHI SONO
Nome: Alessandro Una voce fra mille, un sordo fra sordi, un cieco fra ciechi, un uomo fra uomini, una bestia fra bestie. Dolore e gioia, bellezza e mediocrità, grandezza e miseria.
Vivo franando, costruisco incessante.
Io non voglio morir cantante. Se al buon sonno del padrone servirà la mia canzone a gola storta voglio cantare ringhio di porco e romanze nere voglio svegliarvi col fiato ansante. Io non voglio morir cantante
Io non voglio morir poeta di ogni passione sceglier la dieta gioia, amorini e dolori piccini da imbalsamare dentro il rimario della giuria al valor letterario coda di sangue alla mia cometa. Io non voglio morir poeta
Io non voglio morire artista accucciato come un vecchio cane sotto il trono del re di denari tra leccaculi e cortigiane, che alle mie rughe voglion rubare fiori di gelo, dolore e fame, li accechi il fuoco della mia vista. Io non voglio morire artista
E non voglio morire attore dentro lo schermo di un paradiso crocefisso a un finto sorriso di morte in ghingheri e ribelli servili, re dello schermo, generale dei vili. Ci sto davanti e voi, belle signore, guardate la scena dove gli mangio il cuore, perché non voglio morire attore.
E io non voglio morire libero se i begli alberi del mio giardino annaffia il sangue del mio vicino. Meglio la peste che l’ipocrita danza di vostra santa beneficienza. Chiudete la cella, lasciatemi stare di libertà vostra non voglio morire.
Io non voglio far altro che vivere tra una corda e l’altra saltando dentro la cassa di una viola da gamba. Voglio ascoltare le voci di fuori ringhio di porco, voci di dama tamburo ligneo, amore che chiama e voci svezzate di cento popoli che dalla mia terra non voglio scacciare. Io voglio vivere, non ho altro da fare.
E io non voglio che mi ricordiate nel trionfo, ma nella mia sera, nelle cose che dissi tremando, in ciò che suonai con paura.
Povere genti che ai menestrelli credete, dimenticarvi di me non potrete. Ed io di voi scordarmi non posso dentro un tramonto feroce, rosso dentro un cielo di sangue e vino ascoltate come sembra il primo l’ultimo accordo che io imparai. Io non voglio, non voglio morire, e a morire non riuscirò mai.
Se foste ancora fermamente decisi ad andare a San Pietroburgo vi consiglio di non lasciarvi scappare una visita a Peterhoff, la residenza estiva di Pietro il grande e dei suoi successori. Non starò a dilungarmi tanto sul come andare (è ad un'ora dalla città) perché saprete sicuramente sbrigarvela da soli, né mi dilungherò in cenni storici, anzi... li evito proprio. Vi dirò il perché è piaciuto tanto a me esserci stato: il parco e le fontane. Qualcosa di spettacolare... progettati per competere e superare Versailles.
Voglio anche darvi due consigli riguardo la cucina. In genere amo provare la cucina del paese dove vado ma, dopo il primo pranzo (sarà per l'incazzatura sarà perché m'era rimasto tutto sullo stomaco per ore) ho cercato qualcosa che mi riportasse ad una condizione più serena dello spirito. Nella piazza dell'Ermitage, dando le spalle al museo vi troverete di fronte un maestoso ed infinito palazzo che al centro ha un arco. Dirigetevi lì, scoprirete che - con un ingegnoso gioco architettonico - gli archi in effetti sono due e che questo è stato fatto per armonizzare la curvatura della strada che passa sotto il suddetto arco. Esattamente sotto il secondo arco e alla vostra sinistra (venendo dalla piazza) troverete il posto in cui ho sedato i nervi per le incredibili avventure di quei giorni.
Il ristorante ENOTECA DIVINA Cucina esclusivamente italiana, ambiente davvero modern-chic, servizio molto buono, conto medio se prendete un buon vino italiano sui 250 euro in due (ma se evitate il vino potete tranquillamente scendere a 100. Vi consiglierei quasi tutto, dagli affettati e formaggi per antipasto (davvero squisiti), alla pasta con il salmone, al tonno alla griglia. Il pane (che al ristorante si paga a parte) è di vari tipi e molto buono. Una cosa su tutte: la tartare di pesce ed anche quella di carne. Entrambi sublimi. Ottimo il gelato. Accettano Visa ma non Amex.
Ma negli ultimi giorni ho pensato di cambiare ed andare in un posto che avevo visto la prima sera, quando eravamo di ritorno dalla visita della chiesa di Sant'Isacco (la chiesa non è granché, ma la visita all'esterno della cupola (che OVVIAMENTE pagherete separatamente) è da non perdere, soprattutto di notte.
Il ristorante RECEPTORIA. Uscendo dalla Piazza dell'Ermitage andate a destra verso l'inizio di Prospettiva Nevski, attraversatela, proseguite dritto (alla vostra desta costeggerete dall'altra parte della strada un giardino pubblico) e, dopo il secondo semaforo, e subito un orribile ristorante (credo) cecoslovacco, troverete questo posto magnifico, con tavolini di rattan all'esterno e due bellissime sale all'interno. Cucina francese ed italiana. Vini di entrambi i paesi. Servizio I-M-P-E-C-C-A-B-I-L-E, cucina buona e raffinata. Dasha e Anna due cameriere dolcissime ed efficientissime. Un'altra donna gentilissima come manager del locale. Atmosfera rarefatta ed estremamente rilassante.
Cosa consigliarvi? La zuppa di gamberi e funghi che troverete fra gli antipasti caldi è sublime. Così come il carpaccio di tonno. La pasta con gorgonzola, rucola e noci merita, se il cuoco è in giornata sì. Un altro piatto fenomenale è la carne di cervo con patate al forno. Fra i dolci ottimo il gelato e la creme brullè. Incredibile il gusto delle varietà di pane, tra cui anche il pane nero che dovete assaggiare con il burro che vi portano in piccole ciotole. Se prendete un buon vino e fate una bella cena vi potrebbe capitare di superare i 300 euro in due.
Ma la cosa più carina è che nell'ingresso di questo posto c'è una piccola boutique di prodotti francesi ed italiani (c'era persino la cioccolata di Modica...) ed un bancone refrigerato con un assortimento di grande qualità di salumi e formaggi italiani e francesi con cui loro preparano deliziosi panini. Ciò vuol dire che, se organizzate bene il vostro tempo e le vostre visite, potete ritagliarvi un'ora di delizioso riposo ad uno dei tavolini esterni mangiando un buon panino e riposando le membra.
Mi sono soffermato a guardare la scadente trasmissione di Mentana stasera. In studio ospite solo Barbara Palombelli (moglie del ribollito Rutelli), in collegamento altro ospite l'ex-magistrato Giuseppe Ayala.
Quando si dice tv-verità. E non mi riferisco alle notizie (il caso di Garlasco nella fattispecie) quanto ai primi piani.
La Palombelli è tutta tirata.
Un lifting da lacrime e sangue l'ha resa una maschera di cera. Cazzo, ma le donne proprio non riescono a capire che un'ultra cinquantenne con la faccia piallata ha lo stesso sex appeal di un copriwater? Quando si riapproprieranno del concetto che le rughe sono fascino nel volto di un essere umano?
Poi ho l'impressione che il buon Ayala - travestito da amico - abbia bacchettato l'ultrapresenzialista-dispensatrice.di.notizie-giornalista.integerrima-interprete.sopraffina.della.realtà e che lei alla fine si sia arrampicata sugli specchi per giustificare la sua inutile presenza in un inutile programma...
Stasera quel po' di Matrix che ho visto mi è piaciuto!
Se pensate di scoprire San Pietroburgo affittando una macchina o in taxi toglietevelo dalla testa. Calcutta e Il Cairo al confronto sono autostrade deserte.
A san Pietroburgo ignorano le rotatorie. Ci sono solo semafori che scattano ogni 30 secondi. Vi lascio immaginare il risultato. Prendere il taxi per andare da qualche parte può rivelarsi un errore fatale, cercate di tenerlo in considerazione quando dovrete dirigervi al Pulkovo 2 (l'aeroporto internazionale) per tornarvene finalmente a casa, dal centro mettete in conto una buona ora di viaggio (a seconda dell'intelligenza dell'autista...).
La cosa che vi consiglio di fare, appena arrivati in città, è di farvi un bel giro in barca nei canali. Troverete dai barconi enormi a fondo piatto ai motoscafini per 4 intimi. Noi abbiamo preso il barcone, con incessante guida immancabilmente in russo a tutto volume che tenta di rovinarvi il tour. Non prendete quelli sulla Neva, ma partite da uno dei canali minori. Se volete assistere ad uno spettacolo davvero bello fatelo di sera e cercate i battelli che vi portino alla meravigliosa fontana colorata che c'è nella Neva e che sembra più uno spettacolo di fuochi artificiali piuttosto che un gioco d'acqua. E' vero, fa un po' di freddino, ma vi daranno anche delle coperte per ripararvi. Ovviamente il prezzo per i turisti è quasi doppio rispetto a quello per i Russi, ma tant'è... questo mi pare d'averlo già chiarito.
Strategicamente quello che vi consiglio e di cercarvi un hotel o un appartamento che sia nei pressi di Moyka (uno dei canali minori) o al massimo di Fontanka. L'ottanta per cento di quello che c'è da vedere in città è nei dintorni, per cui risparmierete un sacco di tempo se deciderete di soggiornare da quelle parti. Inoltre il centro della città è davvero magico di notte, per cui una bella passeggiata per tornare in albergo vi riconcilierà con lo stress che questo "magico" popolo avrà saputo propinarvi durante il giorno...
Il traffico immane di cui parlavo prima si traduce quindi in un'aria maleodorante che potrete gustare dappertutto, visti i vecchi autobus e le carrette di retaggio sovietico che ammorbano l'aria. Per fortuna spesso si alza un vento provvidenziale a cambiare l'aria e poi di notte il traffico scema sensibilmente. Se dovessi consigliare qualcosa, oltre l'Ermitage, vi direi di andare a vedere il Museo Russo (Palazzo Mikailovsky) e la cattedrale della Madonna di Kazan (sulla Prospettiva Nevsky).
Se deciderete di soggiornare sulla Moyka tenete d'occhio la cupola della chiesa Sul sangue Versato. Andando in quella direzione arriverete dritti dritti a metà della prospettiva Nevsky, mentre se partite con l'Ermitage come punto di riferimento farete sempre una bella scarpinata.