difendiamo un diritto | Vivo franando, costruisco incessante

"i grandi amori si annunciano in un modo preciso. Appena la vedi dici: chi è questa stronza?" (Ennio Flaiano)

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Blogger: blualessandro
Nome: Alessandro
Una voce fra mille, un sordo fra sordi, un cieco fra ciechi, un uomo fra uomini, una bestia fra bestie.
Dolore e gioia, bellezza e mediocrità, grandezza e miseria.
Vivo franando, costruisco incessante.

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sabato, 02 agosto 2008

da http://www.dottoressadania.it



Nel pieno possesso della mia forma fisica, sebbene troppo spesso logorata dall'ipocondria, vivo con l'idea che il tempo che ho a disposizione sia pari all'eternità.
Anche nei brevi attimi in cui mi concedo il tormentato piacere di immaginare una mia precoce dipartita, spettacolare e artistica, evito completamente la riflessione sul dolore e mi figuro una veloce uscita di scena, che lasci improvvisamene gli altri, sbigottiti, a gestire il mio vuoto.
Sono così profondamente attaccata alla vita che ho bisogno di partecipare, con corpo, mente, idee, passioni, rabbia, ironia, riso, pianto, voce ad ogni suo momento.
Ho sempre più bisogno di condividere quello che vivo, di renderne partecipi gli altri attori, di rifletterci sopra, di scriverne, di riprovare a vivere quello che ho amato o quello che avrei voluto fosse diverso.

Sono l'insieme del mio fisico, del mio spirito, delle mie pulsioni, delle mie azioni, delle mie emozioni, delle idee, dell'istinto, della mia cultura, della mia voce, dei miei sguardi, dei miei malanni, dei miei orgasmi.

Dover rinunciare a qualche parte di me significherebbe non vivere più la mia vita.

Nell'infinita fortuna dell'essere completamente cosciente e autosufficiente, con un corpo funzionante, nonostante i suoi piccoli difetti, non posso immaginare di non essere.

Per questo motivo, approfitto adesso della mia profonda lucidità e della mia salute per lasciare a voi il mio testamento biologico, nella speranza che, qualsiasi cosa accada, anche la scelta più difficile possa essere fatta, da chi di dovere, coerentemente con la mia esistenza.

Tenetemi con voi, anche con un corpo non funzionante, purché io possa comunicare, ridere, piangere, capire e farmi capire, scrivere, leggere, imparare cose nuove.

Lasciatemi, invece, andare se dovessi smettere di respirare, mangiare, bere, parlare, scrivere, comunicare, reagire, amare la vita.
Non trattenetemi se dovessi diventare un vegetale, se le macchine vivessero per me, se il mio corpo fosse solo il contenitore di una utile, ma spesso ottusa, tecnologia.

Lascio a voi l'incombenza e l'onere di raccontare, a chi chiederà spiegazioni, perché non voglio essere una pianta, alimentata e idratata da un macchina.

Se una chiesa interverrà a condannare il mio desiderio di smettere di non vivere, ricordate loro che Dio è un essere misericordioso e ironico.


Se davvero vorrà punirmi, mi farà rinascere albero.


Con l’augurio che anche la volontà di Eluana sia rispettata.





domenica, 13 aprile 2008

IL MIO VOTO

SOno appena tornato dal seggio.
Ho votato per le elezioni regionali siciliane, dove è prevista la preferenza.

Ho espressamente richiesto di mettere a verbale che rifiutavo il voto alle nazionali e fatto annullare le schede.
Cretino sì, complice no.

postato da: blualessandro alle ore 22:21 | link | commenti (2)
categorie: rabbia, questo penso io, difendiamo un diritto
sabato, 22 marzo 2008

Buona Pasqua.


domenica, 16 marzo 2008

SE UN VOTO SI COMPRA CON CINQUANTA EURO

di Roberto Saviano

NESSUNO vincerà le elezioni in Italia. Nessuno. Perché finora tutti sembrano ignorare una questione fondamentale che si chiama "organizzazioni criminali" e ancor più "economia criminale". Non molto tempo fa il rapporto di Confesercenti valutò il fatturato delle mafie intorno a 90 miliardi di euro, pari al 7 per cento del Pil, l'equivalente di cinque manovre finanziarie. Il titolo "La mafia s. p. a. è la più grande impresa italiana" fece il giro di tutti i giornali del mondo, eppure in campagna elettorale nessuno ne ha parlato ancora.

E nessuna parte politica sino a oggi è riuscita a prescindere dalla relazione con il potere economico dei clan. Mettersi contro di loro significa non solo perdere consenso e voti, ma anche avere difficoltà a realizzare opere pubbliche.

Non le vincerà nessuno, queste elezioni. Perché se non si affronta subito la questione delle mafie le vinceranno sempre loro. Indipendentemente da quale schieramento governerà il paese. Sono già pronte, hanno già individuato con quali politici accordarsi, in entrambi i schieramenti. Non c'è elezione in Italia che non si vinca attraverso il voto di scambio, un'arma formidabile al sud dove la disoccupazione è alta e dopo decenni ricompare persino l'emigrazione verso l'estero. E' cosa risaputa ma che nessuno osa affrontare.

Quando ero ragazzino il voto di scambio era più redditizio. Un voto: un posto di lavoro. Alle poste, ai ministeri, ma anche a scuola, negli ospedali, negli uffici comunali. Mentre crescevo il voto è stato venduto per molto meno. Bollette del telefono e della luce pagate per i due mesi precedenti alle elezioni e per il mese successivo. Nelle penultime la novità era il cellulare. Ti regalavano un telefonino modificato per fotografare la scheda in cabina senza far sentire il click. Solo i più fortunati ottenevano un lavoro a tempo determinato.

Alle ultime elezioni il valore del voto era sceso a 50 euro. Quasi come al tempo di Achille Lauro, l'imprenditore sindaco di Napoli che negli anni cinquanta regalava pacchi di pasta e la scarpa sinistra di un paio nuovo di zecca, mentre la destra veniva recapitata dopo la vittoria. Oggi si ottengono voti per poco, per pochissimo. La disperazione del meridione che arriva a svendere il proprio voto per 50 euro sembra inversamente proporzionale alla potenza della più grande impresa italiana che lo domina.

Mai come in questi anni la politica in Italia viene unanimemente disprezzata. Dagli italiani è percepita come prosecuzione di affari privati nella sfera pubblica. Ha perso la sua vocazione primaria: creare progetti, stabilire obiettivi, mettere mano con determinazione alla risoluzione dei problemi. Nessuno pretende che possa rigenerarsi nell'arco di una campagna elettorale.

Ma nel vuoto di potere in cui si è fatta serva di maneggi e interessate miopie prevalgono poteri incompatibili con una democrazia avanzata. E' una democrazia avanzata quella in cui 172 amministrazioni comunali negli ultimi anni sono stati sciolti per infiltrazione mafiosa? O dove dal '92 a oggi, le organizzazioni hanno ucciso più di 3.100 persone? Più che a Beirut? Se vuole essere davvero nuovo, il Partito Democratico di Walter Veltroni non abbia paura di cambiare. Non scenda a compromessi per paura di perdere.

Il governo Prodi è caduto in terra di camorra. Ha forse sottovalutato non tanto Clemente Mastella, il leader del piccolo partito Udeur, ma i rischi che comportava l'inserimento nelle liste di una parte dei suoi uomini. Personaggi sconosciuti all'opinione pubblica, ma che negli atti di alcuni magistrati vengono descritti come cerniera tra pubblica amministrazione e criminalità organizzata. Nel frattempo il governo ha permesso al governatore della Campania Bassolino di galleggiare nonostante il suo fallimento nella gestione dell'emergenza rifiuti. E non ha capito che quella situazione rappresenta solo l'esempio più clamoroso di quel che può accadere quando il cedimento anche solo passivo della politica ad interessi criminali porta allo scacco.

Tutto questo mentre il centrodestra guidato da Silvio Berlusconi assisteva muto o giustificatorio ai festeggiamenti del governatore della Sicilia Cuffaro per una condanna che confermava i suoi favori a vantaggio di un boss, limitandosi a scagionarlo dall'accusa di essere lui stesso un mafioso vero e proprio.

La questione della trasparenza tocca tutti i partiti e il paese intero. Inoltre molta militanza antimafiosa si forma nei gruppi di giovani cattolici i cui voti non sempre vanno al centrosinistra. Anche questi elettori dovrebbero pretendere che non siano candidate soubrette o personaggi capaci solo di difendere il proprio interesse. Pretendano gli elettori di centrodestra che non ci siano solo soubrette e a sud esponenti di consorterie imprenditoriali. E mi vengono in mente le parole che Giovanni Paolo II il 9 maggio del 1993 rivolse dalla collina di Agrigento alla Sicilia e all'Italia ferita dalle stragi di mafia: "Questo popolo... talmente attaccato alla vita, che ama la vita, che dà la vita, non può vivere sempre sotto la pressione di una civiltà contraria, civiltà della morte... Mi rivolgo ai responsabili... Un giorno verrà il giudizio di Dio". Parole che avrebbero dovuto crescere nelle coscienze.

È tempo di rendersi conto che la richiesta di candidati non compromessi va ben oltre la questione morale. Strappare la politica al suo connubio con la criminalità organizzata non è una scelta etica, ma una necessità di vitale autodifesa.

Io non entrerò in politica. Il mio mestiere è quello di scrittore. E fin quando riuscirò a scrivere, continuerò a considerare questo lo strumento di impegno più forte che possiedo. Racconto il potere, ma non riuscirei a gestirlo. Non si tratta di rinunciare ad assumersi la propria responsabilità, ma considerarla parte del proprio lavoro. Tentare di impedire che il chiasso delle polemiche distolga l'attenzione verso problemi che meno fanno rumore, più fanno danno. O che le disquisizioni morali coprano le scelte concrete a cui sono chiamati tutti i partiti. È questo il compito che a mio avviso resta nelle mani di un intellettuale. Credo sia giunto il momento di non permettere più che un voto sia comprabile con pochi spiccioli. Che futuri ministri, assessori, sindaci, consiglieri comunali possano ottenere consenso promettendo qualche misero favore. Forse è arrivato il momento di non accontentarci.

Nel 1793 la Costituzione francese aveva previsto il diritto all'insurrezione: forse è il momento di far valere in Italia il diritto alla non sopportazione. A non svendere il proprio voto. A dare ancora un senso alla scelta democratica, scegliendo di non barattare il proprio destino con un cellulare o la luce pagata per qualche mese.

© 2008 by Roberto Saviano
Published by arrangement with Roberto Santachiara Literary Agency


giovedì, 24 gennaio 2008

Riso amaro...


Da non perdere, vi assicuro...





: )))

giovedì, 03 gennaio 2008

Gli anni passano...

Con cortese preghiera di ascoltare attentamente e confrontare con il presente. Grazie.















E non ditemi che non c'è da riflettere, ma non solo sul cavaliere, bensì su dove (o in cosa) si è decomposta la sinistra in Italia...

domenica, 30 dicembre 2007

Grazia per Contrada!!!

Ritengo il Dott. Bruno Contrada un gentiluomo.
Non chiedetemi perché, io sento così.

Gli auguro di vivere abbastanza a lungo da poter provare la propria innocenza e poter sputare in faccia a tutte le persone meschine che lo hanno derubato della vita e della dignità negli ultimi 15 anni.


mercoledì, 14 novembre 2007

PORNO SPLINDER

http://occhionascosto.splinder.com/



Il primo blog con immagini esplicite che mi capita di vedere su questa piattaforma.

Alla fine la civiltà arriva dappertutto...



: )))

sabato, 16 giugno 2007

WiMax - Why Not?

"Tra poco lo Stato assegnerà le frequenze WiMax. E’ il punto di non ritorno per il libero accesso alla conoscenza. Dopo non si potrà più tornare indietro. Il WiMax è una tecnologia che permette di trasmettere e ricevere segnali senza fili a distanze di decine di chilometri. Elimina l’ultimo miglio e il pedaggio di Telecom Italia. Le comunità locali potranno rendersi indipendenti e collegarsi a Internet."
(B. Grillo)

Esiste una petizione da firmare qui: http://www.petitiononline.com/wmaxfree

Se non vi dispiace...

: )))

postato da: blualessandro alle ore 09:28 | link | commenti (5)
categorie: difendiamo un diritto
i controlli sono l'unica difesa